ALLA VIGILIA DELL’APPROVAZIONE DEL #DLCLIMA NON È POSSIBILE ANCORA PARLARE DI NUOVI INCENERITORI COME SOLUZIONE RISOLUTIVA ALL’EMERGENZA RIFIUT

Leggo da un articolo apparso oggi su Il Fatto Quotidiano assurde dichiarazioni di Acea in merito ad un presunto potenziamento dell’inceneritore di San Vittore.

Ricordo che l’inceneritore di San Vittore brucia ad oggi 400 mila tonnellate di scarti provenienti dal trattamento dei rifiuti urbani del Lazio. L’impianto, composto da tre linee, è stato già oggetto di diversi incrementi del massimo bruciabile fino alla completa saturazione del carico termico totale disponibile.

Un nuovo inceneritore, che si tratti di un nuovo impianto o di un’ulteriore linea a San Vittore, non risolverà MAI la crisi legata alla gestione del ciclo dei rifiuti nella Regione Lazio: si continuerà sempre a pagare infatti l’assenza di un piano di prevenzione efficace, nonché della mancanza di raccolta separata delle frazioni dei rifiuti su tutto il territorio e l’insufficienza degli impianti asserviti alla raccolta stessa in grado di trattare i rifiuti e garantire l’autosufficienza a tutto il territorio.

Quindi un suo potenziamento è inutile, dannoso e NON risolutivo.

👉La possibilità di una quarta linea venne già paventata nel corso della riunione del 3 ottobre 2018 del gruppo di lavoro tecnico a supporto della Cabina di Regia sui rifiuti per il Lazio. Durante l’incontro, il Direttore regionale dell’area politiche ambientali e rifiuti rispondeva in merito alle possibili carenze impiantistiche che si “potrebbe valutare la possibilità di aggiungere un’ulteriore linea all’impianto di San Vittore”.

Ritengo INACCETTABILE che si possa pensare, proporre o lontanamente ipotizzare una soluzione del genere, alla luce dei noti problemi e dell’area, già fortemente compromesse dal punto di vista ambientale, che già troppo ha dato e non intende continuare a pagare.

Qui l’articolo https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/10/08/rifiuti-roma-acea-possiamo-potenziare-linceneritore-di-san-vittore-e-su-un-nuovo-impianto-se-ce-lo-chiedono-lo-facciamo/5505525/