Oggi ho protocollato un esposto alla Procura Generale Regionale del Lazio presso la Corte dei Conti, riguardante il danno erariale per la mancata messa in funzione del depuratore industriale di Anagni.

Il Depuratore della Regione Lazio fu finanziato per la prima realizzazione nei primi anni 90, ben 30 anni fa, ma ancora oggi non risulta mai entrato in funzione. Il mancato funzionamento del depuratore non garantisce lo standard richiesto dalle normative europee sul trattamento delle acque reflue industriali dell’agglomerato anagnino, motivo per cui l’Italia ha già ricevuto diverse procedure di infrazione.

La qualità delle acque nel bacino idrografico del Sacco risulta pessima anche a causa dello sversamento delle acque reflue industriali direttamente nel fiume senza la dovuta depurazione.

Nell’arco di questi anni i finanziamenti a pioggia sono stati tantissimi e a pagare sono sempre i cittadini. Il depuratore è già stato oggetto di una mia interrogazione parlamentare al Ministero dell’Ambiente in merito al suo cronoprogramma ricordando che l’ agglomerato rientra nelle due procedure d’infrazione UE 2014/2059 e 2017/2181 per mancata depurazione delle acque reflue.

L’attenzione rimane altissima perché il nostro oro blu va tutelato così come i cittadini.