Oggi come primo atto ufficiale del 2020 sono venuta presso la caserma dei Carabinieri di Cassino per depositare un esposto denuncia riguardante la contaminazione di inquinamento per metalli pesanti nelle zone al confine tra Cassino e Sant’Elia Fiumerapido. Un lavoro iniziato con il primo accesso agli atti nel giugno 2018, proseguito con un’indagine approfondita sui luoghi e nei tanti documenti probatori. L’area contaminata attraversa il bacino idrografico del Fiume Rapido e molto probabilmente l’inquinamento parte dal sottosuolo fino alla falda acquifera. Per anni le testimonianze dei residenti, delle Associazioni e le indagini compiute hanno dimostrato che a causa di interramenti di sostanze di origine industriale prevalentemente composti da ferro e manganese hanno invaso il sottosuolo e i campi coltivati recando un pericolo sanitario molto grave.

È sempre più evidente che tutti questi fenomeni comunemente detti delle “acque rosse” debbano essere considerati parte di un’unica area contaminata dalle medesime sostanze inquinanti.

Sarà mio compito quello di essere al fianco di tutte le Istituzioni competenti per raggiungere il prima possibile l’unico grande obiettivo, ossia quello di bonificare e di restituire ai cittadini un ambiente salubre.