E poi c’è chi costruisce in silenzio. Mettendo mattoncino dopo mattoncino. Ogni giorno. Con la testa bassa, facendo il proprio dovere. Quello per il quale siamo stati eletti. Senza chiedere visibilità. Senza pretendere applausi. Senza volere grazie. Lo facciamo perché va fatto. Lo facciamo perché deve essere così. Lo facciamo perché abbiamo preso un impegno nei confronti dei cittadini.
Non c’è giorno che non ricordi il motivo per cui i cittadini mi hanno votata per rappresentarli. Non c’è giorno che non cerco di offrire il meglio di me in questo meraviglioso progetto di democrazia rivoluzionaria, mettendocela tutta. A volte ho la sensazione di costruire una tela che a volte mi sembra peggio di quella di Penelope, solo che Penelope tesseva di giorno e disfaceva di notte. Qui a volte sembriamo criceti in una ruota che non smette di girare e non è mai facile!

Oggi in Aula abbiamo assistito ad una pagina molto bassa della democrazia parlamentare.

Noi più degli altri dobbiamo essere esempi. Non possiamo certo pretendere dai cittadini il rispetto delle regole se siamo i primi in un’aula parlamentare a fare show adatti ad uno stadio (forse) dimenticando la sacralità del luogo. Ogni volta che entro in Aula mi emoziono e peso ogni parola, ogni mia azione e ogni mio gesto come se fossero macigni. Abbiamo la fortuna di parlare una lingua bellissima, abbiamo un patrimonio lessicale meraviglioso eppure ci si accontenta di parole (e azioni) becere e che poco hanno a che fare con il ruolo a cui siamo chiamati.

La costruzione silenziosa permette il raggiungimento di obiettivi che si trasformano in azioni per i cittadini e la base silenziosa e operosa, quella che non fa colpi di teatro, riesce a raggiungere risultati (alcune volte parziali, altre volte non soddisfacenti, altre volte niente purtroppo) e continua con una resilienza che a volte gli urlatori seriali la usano strumentalizzandola per provare senza riuscita l’effetto domino.

La violenza fisica non è MAI tollerabile. Non è mai accettata. Mai. La dialettica parlamentare ci sta ma bassi livelli come quello di oggi davvero mi hanno fatto male. Una violenza inaudita e insensata che denota una probabile mancanza di rispetto del tutto dei cittadini.

Ma c’è sempre chi continua a lavorare….per il Paese. Per il bene comune.

E si riparte.