LO “STRANO”CASO DI ITRI FINISCE IN PARLAMENT

Ho interrogato il Ministro Sergio Costa insieme ai colleghi Raffaele Trano e Giuseppe d’Ippolito grazie alla collaborazione del Portavoce comunale instancabile Osvaldo Agresti e dalla portavoce regionale Gaia Pernarella sullo “strano caso” di Itri in merito alla distribuzione dell’acqua potabile in alcune aree del comune di Itri che è affidata ad una rete di acquedotti privata, che secondo alcune stime serve un numero di utenze superiore alle 1000 unità. Pensate che tale servizio si serve di 5 pozzi ubicati nel medesimo comune, il cui emungimento venne tuttavia autorizzato per scopi irrigui. Nel marzo 2018 la provincia di Latina ha comunicato agli enti e ai concessionari una diffida all’utilizzo delle acque sotterranee prelevate dai pozzi per un uso diverso da quello irriguo individuale per farne derivazione a terzi. Le utenze servite dalla rete non sono inserite all’interno dell’infrastruttura pubblica di Acqualatina Spa, gestore del servizio idrico integrato nell’ATO4 della regione Lazio. L’uso di queste acque per uso potabile andrebbe sottoposta a specifici controlli, ufficiali, al fine di certificare la possibilità di utilizzo. Ad oggi
non risultano attuate delle verifiche in merito agli usi dell’infrastruttura, così come non si ha notizia dell’esercizio dei poteri di controllo e sostitutivi di cui all’articolo 153 del decreto legislativo n. 152 del 2006. Addirittura da fonti giornalistiche sarebbe stata avanzata anche l’ipotesi di istituire un consorzio tra gli utenti per regolamentare l’uso delle acque prelevate. Abbiamo chiesto al Ministro le iniziative normative che intende assumere per tutelare la salute dei cittadini e garantire i necessari controlli, evitando così il ripetersi di rischiose situazioni come questa qui.
Prossimamente ne parleremo tutti insieme!
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Potete leggere l’interrogazione qui https://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=4/03283&ramo=CAMERA&leg=18

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