Ho scritto formalmente al Presidente della Commissione Ecomafie Stefano Vignaroli di valutare l’opportunità di svolgere un’audizione in merito allo Statuto del Consorzio CONOU (Consorzio Nazionale Oli Usati).

Nel 2008, un correttivo al testo unico ambientale modificò l’articolo 236 del d.lgs. 152/2006, relativo il consorzio obbligatorio degli oli usati COOU. L’entrata in vigore del correttivo del 2008 riguardava l’assetto di tutta la governance del consorzio e stabiliva la partecipazione di quattro categorie d’imprese, mettendo in risalto il principio di trasparenza e libera concorrenza (raccoglitori,rigeneratori,consumatori,produttori).
Nel contempo la Commissione Europea aveva aperto una procedura d’infrazione riguardo l’imposta al consumo agevolata sugli oli lubrificanti rigenerati da olio usato prodotto in Italia, dove l’imposta era ridotta del 50% rispetto ai lubrificanti base nuovi estratti dal petrolio. A seguito della Legge 20 novembre 2009, n. 166 concernente “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 settembre 2009, n. 135, recante disposizioni urgenti per l’attuazione di obblighi comunitari e per l’esecuzione di sentenze della Corte di giustizia delle Comunità europee” queste risorse economiche vengono subito attinte dal consorzio sul Consumatore finale, fissando un contributo ambientale di Euro 155 a tonnellata rispetto alle 25 Euro a tonnellata precedenti.

Il 18 novembre 2017 è stato pubblicato il Decreto Ministeriale di approvazione dello statuto del suddetto Consorzio. Nel decreto si ricalca quanto già preannunciato nella seduta del 22 marzo 2017 del Consiglio d’Amministrazione del consorzio stesso (verbale della 172 riunione 22.03.2017).
A tal riguardo il Consorzio preme sulla necessità che il contributo ambientale obbligatorio sia assoggettato ad IVA. Il testo del decreto ministeriale precedentemente citato fa riferimento all’art. 236, comma 12, del decreto legislativo n. 152 del 2006, lettera l-ter relativa all’obbligo a carico del Consorzio di corrispondere alle imprese di rigenerazione un corrispettivo a fronte del trattamento degli oli usati.

Su tale vicenda, nel tempo, si sono susseguiti diversi ricorsi al TAR. In data 15 marzo 2017, la Commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e sugli illeciti ambientali ad esse correlati, convocava il presidente COOU ing. Paolo Tomasi per una audizione. Nella circostanza, il presidente sotto pressione delle domande ricevute dall’on. Alberto Zolezzi, confermava le criticità legate agli assetti normativi e all’assenza (in quel momento) del Decreto Ministeriale di approvazione dello Statuto del Consorzio.