Con il progetto di legge “Diritto al Respiro” a mia prima firma intendiamo modificare il Testo Unico Ambientale al fine di colmare un vuoto normativo esistente in materia di sostanze odorigene. Il testo introduce concetti innovativi e regole nuove per impianti come trattamento rifiuti, discariche, raffinerie, depuratori ed allevamenti intensivi.
Sarà Innanzitutto finalmente individuata la definizione di molestia olfattiva, ossia il massimo disturbo che gli impianti possono arrecare a chi vive attorno ad essi in termini di odori. Questi disturbi dovranno essere considerati di valutazione di impatto ambientale, sia che tali possano generarsi normalmente o in particolari condizioni anomale o transitorie.
Verranno definiti poi i limiti di emissione, sia alla sorgente che al recettore. Su quest’ultimo sarà importante anche il monitoraggio che le Regioni saranno tenute a svolgere sistematicamente oltre che a raccogliere le segnalazioni da parte della cittadinanza.
Stabiliti i limiti, si inaspriscono le sanzioni e le conseguenze per chi li supera: si potranno infatti applicare le stesse sanzioni che valgono per gli altri inquinanti in atmosfera, come ad esempio le polveri sottili. Un superamento sistematico potrà comportare anche alla diffida o alla sospensione delle autorizzazioni, e in funzione della gravità fino alla revoca o chiusura del sito.
Maggiori tutele, maggiori oneri: il progetto di legge intende potenziare anche i fondi destinati alle Arpa per i monitoraggi ambientali, destinando ad esse i ricavi provenienti dalle sanzioni comminate ai sensi del Testo Unico Ambientale.

Sarà un percorso lungo, ma il cambiamento deve puntare alla sostenibilità ambientale e mettere il cittadino sempre al centro della propria azione, facendo cessare il baratto tra vivibilità e sviluppo.