Categorie: Valle del SaccoPublished On: 6 Luglio, 2025

GIÙ LA MANI DALLA #VALLEDELSACCO. RIDURRE IL SUO PERIMETRO? UN ERRORE CHE NON POSSIAMO PERMETTERCI.  

DATA

Luglio 6, 2025

CATEGORIE
CONDIVIDI

GIÙ LA MANI DALLA #VALLEDELSACCO. RIDURRE IL SUO PERIMETRO? UN ERRORE CHE NON POSSIAMO PERMETTERCI.

Una rondine non fa primavera, e qualche analisi parziale non basta a riscrivere la storia di un territorio contaminato. Il perimetro attuale del SIN (Sito di Interesse Nazionale) è stato approvato nel 2016 dopo due anni di valutazioni tecniche da parte di tutte le autorità competenti. L’accordo di programma è arrivato solo nel 2019 grazie a Sergio Costa con un ulteriore addendum che ho io stesso seguito da Sottosegretaria al Ministero della Transizione Ecologica . Ogni successiva modifica, da normativa, richiede un nuovo decreto ministeriale ai sensi dell’art. 252 del D.Lgs 152/2006, a fronte dello stesso iter, ossia valutazioni tecniche da parte di tutte le autorità competenti ( le commissioni parlamentari e dunque il Parlamento NON ha alcuna competenza in merito, questo dobbiamo ricordarlo a chi vende fumo).

 

La caratterizzazione ambientale è ancora in corso👇

solo( forse)nel 2026 avremo i dati definitivi su suolo, falde e valori di fondo naturale. Fino ad allora, ogni modifica è prematura e rischiosa.

 

Le analisi di ARPA hanno accertato numerosi superamenti dei limiti (CSC) anche in zone inaspettate. Inquinanti come il beta-esaclorocicloesano si sono diffusi lungo il fiume, oltre le sorgenti industriali note.

 

Gli studi epidemiologici parlano chiaro: nelle aree storicamente contaminate, i livelli nel sangue restano elevati. Uscire dal perimetro significa perdere tutele, monitoraggi sanitari e diritti fondamentali.

 

Il #SIN ha attratto fondi per la bonifica e lo sviluppo sostenibile. Ridurne l’estensione significa spalancare la porta al ritorno di industrie altamente impattanti, vanificando gli sforzi per una riconversione green.

E non dimentichiamo il principio europeo: chi inquina paga, la direttiva 2004/35/CE Environmental Liability Directive (ELD) impone il principio del “polluters pay”, ovvero che i responsabili sostengano tutti i costi di prevenzione e riparazione della bonifica dei siti inquinati

Le pressioni politiche per una “riperimetrazione riduttiva” sono possibili focolai di lunghi contenziosi: proprio in base al principio del “chi inquina paga”, non è possibile pensare di aggirare direttive europee e questo scaturirebbe inesorabilmente nell’ennesima procedura di infrazione da parte dell’unione europea con multe periodiche per ogni semestre nel quale non si includeranno nuovamente le aree impropriamente sottratte alla bonifica

 

Serve coerenza e amore per i nostri territori. Il futuro della Valle del Sacco passa da bonifiche, salute, rinaturalizzazione e sviluppo circolare. Non da scorciatoie pericolose che fanno piacere solo a pochi e sicuramente non ai cittadini e all’ambiente.